Ben ritrovati a tutti! Ultimamente sono stata chiamata (con mio immenso piacere!) per svolgere alcuni lavori come fotografa. Dai locali ai ristoranti sono finalmente passata ad un settore nuovo per me ma di indubbio interesse: l'accoglienza. E come dire di no se questa accoglienza ha un sapore tutto vintage??? ;)
Allora vi spiego. Un gruppo di ragazzi giovani ed intraprendenti hanno sviluppato nel 2005 un progetto con un concept molto interessante: Retrome, ovvero camere in dimore di estrema bellezza nel centro storico della città rinnovate ed arredate con uno stile che unisce il confort moderno a mobili e suppellettili dagli anni '50 agli anni '70 recuperati in varie parti del mondo. Inoltre le stanze di Retrome sono abbellite anche da quadri, lampade e dettagli di arredo donati da artisti che hanno sposato il progetto. Il fondatore è un ragazzo israeliano che ho avuto il piacere di conoscere meglio e che ho trovato entusiasta come il primo giorno: questa cosa mi ha riempito di spirito positivo per affrontare il lavoro! Oltre a ciò, va detto che Retrome è presente non solo a Roma a pochi passi dal Colosseo ma dal 2012 anche in una dimora del 19° secolo nel centro di Barcellona e che le camere che ho fotografato "rispettano" il loro spazio: questo vuol dire che quello che ho potuto notare è che l'ambiente è rispettato nella sua interezza, non si è voluto massificare lo spazio a disposizione per ricavarne più stanze, al contrario ci si è concentrati su un'accoglienza dal sapore autentico, quasi si entrasse in una casa dove ogni ospite ha comunque la sua intimità con la sua camera e il suo bagno. Tutto questo, aggiunto ad un lavoro di costante attenzione al cliente da parte dello staff interno, è stato ampiamente riconosciuto a livello internazionale con importanti recensioni ed elogi dai più famosi siti di viaggio ma non solo. Retrome al Colosseo è stato premiato ed inserito nella lista dei "Top10 International B&B 2011-2012", un riconoscimento di livello mondiale all'interno del quale rappresenta l'unica presenza italiana. Insomma sono molto orgogliosa che ora le mie foto sono sul loro sito! ;) Ecco un piccolo sunto del mio lavoro.
Sapete? Ho sempre pensato di avere un olfatto particolarmente sviluppato...in effetti quando mi sforzo intensamente di pensare a qualcosa o quando mi capita di avere una percezione di qualcosa che ho già vissuto, spesso associo tutto questo ad un odore. Oppure al contrario, sento un profumo particolare e subito mi sovviene un ricordo lontano. Così posso avere la sensazione del passato che fa parte di me.
Qualche giorno fa ho rimesso piede nella casa che mio nonno fece costruire 50 anni fa sul litorale laziale, a due passi dalla spiaggia. Dopo circa 10 anni di affitto la villetta della mia infanzia balneare è tornata di nuovo nostra e tornarci mi ha reso davvero felice. Ci sono voluta andare prendendo il cotral, il pullman che prendevo quando avevo 15 anni e non ero ancora patentata :) Appena scesa, il vento e l'odore di oleandri insieme a quello della pizza rossa appena sfornata, memoria di tante merende tra un bagno e l'altro, è entrato prepotentemente nel mio naso. Poi mi sono incamminata per raggiungere i miei, da qualche settimana trasferiti per dedicarsi alla ristrutturazione, alla pulizia e alla rimessa a posto di ogni singolo angolo. La cosa più bella è stata che, nonostante la "ripulita", hanno scelto di tenere quegli arredi ancora funzionali, dal sapore vintage e confortevole, riuscendo a non stravolgere il gusto e la percezione di una casetta di mare degli anni '60.
Il risultato è stata una grande leggerezza d'insieme, un'atmosfera familiare unita ad un'immagine nuova e pulita. Mi sono accorta di avere così una villetta dagli oggetti originali retrò assolutamente autentici ed in sintonia con la mia voglia di riconoscere quell'ambiente come un luogo dove ho piacevolmente passato momenti della mia infanzia, come la finale di Italia - Germania del 1982 quando siamo diventati campioni del mondo, e della mia adolescenza, quando ci portavo in vacanza le mie compagne di scuola.
Chissà quale sarà la sua evoluzione...un giorno magari mi piacerebbe poterla far diventare un luogo di vacanza all'insegna del vintage, non so...un piccolo b&b dal sapore autentico, italiano e rilassato :) Voi che dite?
La veranda con le poltrone letto degli anni '50
Anno di inaugurazione: 1963!
Barbecue costruito dal nonno
La cucina ristrutturata
Tavolo e giardino esterno
L'abat-jour costruita e dipinta da mia madre mentre era incinta di me :)
C'è un solo posto a Roma in cui capito almeno una volta ogni 15 gg ormai da anni e direi che se parliamo di ristorazione tale frequenza non è da poco:00100 Pizza. Il mio amore incondizionato e spassionato va infatti ad un'invenzione straordinaria che coniuga il piacere della pasta della pizza a quello dei sughi della tradizione romana.
Il Trapizzino nasce dall'idea di Stefano Callegari, già autore di svariate proposte gastronomiche per la pizzeria Sforno di Cinecittà, e rappresenta l'unione di un panino farcito, di una pizza condita e di un piatto tipicamente romano, il tutto con la forma triangolare di un tramezzino. Praticamente immaginate una "tasca" di pizza bianca in due misure (una piccola e una grande), fuori croccante, dentro morbida che viene prontamente riscaldata in forno e riempita del sugo che più vi piace...una goduria assicurata! :) L'impasto inoltre è speciale in quanto non solo è fatto ad arte, ma contiene anche una parte di lievito naturale regalato da Gabriele Bonci (il Re romano del lievito) proveniente da 11 generazioni di panificatori.
00100 Pizza si trova nel quartiere Testaccio: non immaginatevi uno spazio pomposo, si tratta di un buchetto, mantenuto bellamente così com'è, autentico e dove da anni trovo lo stesso ragazzo con cui la sera amo scambiare qualche chiacchiera culinaria.
Ancora incontro persone che non lo conoscono o che ne hanno sentito parlare ma che non ci sono mai andate: ovviamente i patiti della buona cucina ci vanno, ma quello che si nota di più è un singolare binomio clientelare tra gente di quartiere e turisti stranieri che trovandolo sulle guide non mancano di passarci.
3 sono le proposte gastronomiche di questa speciale pizza a taglio: i Trapizzini, la Pizza e i Supplì (tutti speciali!) accompagnati da Vino o Birre artigianali.
In alto a destra vedrete una grande lavagna verde dove sono scritte tutte le proposte del giorno che cambiano a seconda delle stagioni e della fantasia e dell'ispirazione del proprietario.
Si parla di roba forte come la famosa pizza Greenwich con Mozzarella, Blu Stilton e riduzione di Porto o l'Iblea con Peperoni, Ragusano D.O.P., Origano, Pomodorini Pachino e Capperi, per poi passare alle pizze farcite con tanti prodotti che esaltano le tradizioni locali italiane, come il Ciauscolo, il Pecorino di Pienza, la Ventricina.
Sul fronte dei Supplì non può mancare il supplì all'Amatriciana, il Frascati con Vino bianco e Porchetta, l'Aglio, Olio e Peperoncino e addirittura il Supplong, un supplì stile orientale con riso e pollo al curry.
E volete sapere i sughi dei Trapizzini? Allora: Garofalato di Manzo, Lingua in salsa verde, Polpette al sugo, Trippa, Padellaccia di Maiale, Picchiapò, Coda alla vaccinara, Pollo alla cacciatora, Ceci e Rosmarino, Trabissino (allo Zighinì), Baccalà in guazzetto (l'ultimo che ho provato, spaventosamente buonerrimo! :) , etc...etc...etc...
Il ragazzo del banco mi ha anche parlato di un certo Trapizzino dolce con Ricotta e Visciole...che però non trovo mai...però ora è stagione...
Che ne dite di firmare tutti una bella petizione per una massiccia e urgente richiesta collettiva di questa bontà???
Se siete fan della fotografia di moda, del ritratto di altri tempi che gioca con lo stile e siete in quel di Milano non perdetevi la mostra della fotografa australiana, nonché moglie del fotografo Helmut Newton, Jules Brown in arte Alice Spring.
40 lavori commissionati e inediti per in nostro paese che mostrano il costume e la moda dagli anni '70 attraverso un tono ironico e intimo.
Dal 18 febbraio fino al 22 aprile 2012 alla Galleria Carla Sozzani.
Galleria Carla Sozzani
C.so Como 10, Milano
(MM2 Porta Garibaldi)
Inaugurazione sabato 18 febbraio 2012 dalle ore 15.00 alle ore 20.00.
In mostra dal 19 febbraio al 22 aprile 2012 con i seguenti orari: martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30; mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00; lunedì, ore 15.30 – 19.30.
Eccomi qui, dopo un mese di viaggio, un piccolo "oriente express" come l'ho chiamato io, perchè un mese solo nel lontano continente asiatico è praticamente niente. I viaggi aiutano. Ti fanno maturare un sacco di idee e concetti che restavano inespressi dentro di te, tirano fuori alcune attitudini personali incompiute, forse riescono addirittura a mostrare quei lati di te che ti completano e che spesso rimangono celati, strizzati, compressi, contriti. Ma perchè?
Penso di aver raggiunto la conferma che nel nostro nucleo originario viviamo nella costante illusione di ciò che dovremmo essere. Non è colpa nostra, è solo così ed il motivo è semplice: il nostro nucleo originario è quello dove siamo nati, che ci ha fatto crescere, che ha cercato di trasmetterci idee e concetti "suoi" nel nome dell'educazione sociale. Allora direi che sia evidente e lampante che noi qua non siamo chi veramente siamo al 100%. Anzi, mi chiedo: ma come è possibile lontanamente pensare che se non prendiamo e partiamo per perderci un po' nel mondo, per perdere i nostri punti di riferimento e le nostre "sicurezze", potremmo mai capirlo? Ora, tornando qui da pochi giorni, non vi nascondo che la sensazione della mia visione altrui è molto strana: è come se vedessi un film con tanti personaggi dentro, ma non è che riesci proprio a capire se anche tu sei dentro il film oppure no...Il fatto è che incontri i tuoi amici e ti accorgi come non siamo stati assolutamente preparati a captare e fare nostra la potenzialità della vita.
Due le domande ricorrenti che mi hanno fatto più riflettere:
1. Ma come hai fatto a partire da sola? Io non ce l'avrei mai fatta.
Uè...ragazzi. Ma anche no! Ma che vuol dire? Una frase del genere la posso pensare per un "Oh mio dio, sono rimasta incinta e mi hanno detto che sono 6 gemelli!" (eppure c'è chi ce la fa lo stesso!), o per "Mi hanno sfrattato e devo fare un trasloco in un giorno!" (chiama qualche amico vero e ce la farai! :) ma no...per partire e farsi una vacanza, io non parlerei di "estremo coraggio"...No e poi no. L'uomo può fare tutto! L'uomo è un animale adattabile in ogni situazione! Cercate una spintarella dentro o fuori di voi se volete, ma affermare che questa è una cosa IMPOSSIBILE vi prego no. Tra l'altro ora posso dire che quello che ho fatto io non è assolutamente niente, è un antipastino, un appetizer rispetto a quello che stavano facendo altri ragazzi stranieri che ho incontrato (cioè viaggi da 3, 5, 6 mesi) e la cui seconda domanda dopo "Per quanto tempo starai in Thailandia?" era "E dopo dove andrai?"...
2. E dove li hai trovati i soldi?
Dunque, a parte che i soldi non si "trovano". E comunque questa è proprio una strana domanda, perchè ognuno di noi ha una storia differente, quindi...beh, io non la porrei proprio! Però visto che più volte mi è stata fatta, io cercherei di rispondere così: faccio come tutti, il grande segreto è...metto dei soldi da parte! Potrebbe sollevarsi un "Oooohhh" generale da quanto ho capito. Però no, non sono una campionessa neanche in questo. Forse piuttosto è semplicemente che non rincorro mode e vizi costosi. Mentre noi italiani viviamo di questo e sperperiamo di conseguenza. Sarò anche stata fortunata, ma di certo MI aiuto (e per la cronaca, perchè so che ve lo state chiedendo, la suddetta domanda non veniva nè da chi ha da pagare un mutuo, nè da chi ha da sfamare figli, ma semplicemente da giovani conoscenze).
Allora il punto di tutto questo è: ma perchè noi italiani siamo così?Cos'è che non ci fa maturare l'idea che siamo pieni di potenziale, che siamo giovani e quindi non dobbiamo sprecare tempo, che possiamo essere intraprendenti, coraggiosi, folli se essere folli significa spezzare un cerchio di passaggi ed eventi che ci è stato precostruito ed imposto, ma che in realtà, da quello che vedo, ci rende depressi, tristi, angosciati, immobili e stressati? Ma si può essere stressati già a 30 anni? Eppure noi non abbiamo vissuto guerre e siamo cresciuti in un'era di generale benessere, ma ciò nonostante siamo intimoriti, insicuri e spesso spaventati. Ho viaggiato per un mese da sola e gli unici italiani incontrati sono stati ragazzi e famiglie nelle classiche due settimane di vacanza. I soli "viaggiatori" italiani sono stati invece una coppia che è partita zaino in spalla per 6 mesi in Asia. E' stato strano vedere la faccia sorpresa di altri viaggiatori all'affermazione che fossi italiana, perchè "di italiani in giro per il mondo non ne incontri mai"...
Ma non eravamo "un popolo di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori"?
Geniale, autentico, un altro po' e lo avrei scritto io! Allora visto che avevo un po' tutto questo cumulo di pensieri in mente, ho pensato: ma non sia mai che col pancake e il brunch riuscissimo ad importare anche un po' di apertura mentale, pragmatismo ed intraprendenza?
In questi ultimi giorni di dicembre è caduto un gran freddo. Era ora (da una parte). Dall'altra...che palle! Il mio naso, grazie ad energiche attraversate per Roma in sella al mio scooter, sta diventando molto intonato al periodo delle feste, un po' come quello di Rudolph, una delle 9 renne di Babbo Natale, si intona con palle colorate e sa di rosso...insomma salute perfetta in vista del Capodanno. Ma da quello che sento in giro, non sono di certo l'unica. Quindi vista la massa febbricitante, ho pensato di riportare per l'"ingrediente del mese" la ricetta della nonna (mediorientale) cura di tutti i mali: il tè Chai.
E' molto facile ed è buonissimo, oltre che profumarvi tutta la casa vi curerà dai mali di stagione! (così dicono). All'estero lo troviamo ovunque: al supermercato, da Starbucks, nei suk arabi. Qui come al solito siamo in ritardo. In ogni caso...è la mia bevanda calda preferita.
Quindi prendete:
Bastoncini di cannella
Zenzero fresco (o essiccato se volete farne un po' da tenere in un barattolo)
Semi di cardamomo
Pepe nero
Chiodi di garofano
Anice stellato (a piacere, non tutti i Chai lo contengono)
Ora mettete un cucchiaio colmo di questo misto (dose per 2 persone) in un pentolino con acqua fredda sul fuoco e lasciate raggiungere l'ebollizione. A vostro piacimento, una volta spenta la fiamma, potete mettere nel pentolino una bustina di tè nero, ma io lo bevo anche solo così come infuso.
Poi aggiungete zucchero di canna, o se siete raffreddati come me, un bel cucchiaino di miele millefiori (io a casa ho un bel barattolo di miele artigianale che mi è arrivato dalla Sardegna...). Per finire, se volete proprio sconfiggere ogni mal-di-stagione, aggiungete del latte caldo e...buon Chai!
p.s. Se non si era capito ho alcuni problemini col sito, che proprio per la fine dell'anno ha iniziato a fare un po' di bizze, cambiandomi font da solo ogni 3x2. Vabè.
Cose che capitano...passeranno come i mali di stagione! :)
Una cosa che mi ha incuriosito molto durante il mio viaggio a Londra è stata la presenza quasi costante di una forte attenzione per la donna sixty. Sicuramente il parrucchiere di Amy Winehouse ha contribuito non poco a questa tendenza così forte e così presente nel make up, nell'abbigliamento e nelle acconciature. Ma la cosa non finisce qui e può essere estesa, a mio avviso, ad una tendenza di livello mondiale. Ad esempio pensiamo alla iperpremiata serie televisiva statunitense"Mad Men" che, partendo da un ambiente di lavoro, quello pubblicitario di una New York anni '60, riesce a raccontarci molto di usi, abitudini e costumi di quell'epoca (nonchè far impazzire milioni di fan e appassionati di vintage!).
Ma per tornare all'amata e fuliginosa Londra, girovagando per negozietti ho trovato che anche l'oggettistica si stia molto allineando a questa moda.
Negli anni '60, quando cioè lo spirito di emancipazione iniziava a far capolino, si riconoscevano in genere due tipi di donne ben contraddistinte: alcune (la maggior parte) più tradizionaliste, altre invece iniziavano a pensare con la propria testa, a dissentire, a mostrare carattere e spesso per questo ad essere giudicate libertine, femministe o ribelli. In stile assolutamente e volutamente ironico ho trovato molto divertenti, a proposito dell'oggetto del mese, alcuni pensierini in spirito "donna sixty" e visto che siamo anche vicini a Natale, molto simpatici da regalare all'amica\collega del cuore.
Ecco quindi le targhe vintage, perfette da appendere in cucina per l'amica appassionata di ricette e che ama stare ai fornelli...
e i sottobicchieri, o meglio le sottoMUG, perfetti per l'ufficio!
La giornata di oggi è abbastanza uggiosa da riportare alla mente le mie giornate londinesi appena trascorse, quindi ho deciso di parlarvi della mia esperienza dello scorso 10 settembre all'Affordable Vintage Fair alla York Hall di Bethnal Green. E' stato grandioso! Innanzitutto una cosa molto carina che qui in Italia di solito non si fa è la differenziazione di prezzo per le early bird, nomignolo azzeccatissimo per identificare gli "uccellini del mattino", ovvero chi è capace di alzarsi presto per comprare i pezzi migliori, le mattiniere insomma! :) Ad esempio la fair inizia alle 10.30 e si pagano 3£ fino alle 11.00, dopo 2£. Noi siamo andate verso le 11 e meno male perchè quando siamo uscite non ci si entrava più!
Questi eventi coinvolgono tantissime persone appassionate di vintage, in maggioranza donne ovviamente, che per l'occasione mettono i loro pezzi migliori, alcune lavorano nel campo, alcune le ho viste addirittura girare con il trolley pronto ad affrontare una dura giornata di shopping. Il circuito dell'Affordable Vintage Fair è ormai presente in tutto il Regno Unito e si basa sul concetto che il vintage (che spesso qui si unisce al Second Hand di qualità) non debba essere appannaggio solo di boutique che propongono pezzi stratosferici, ma possa diventare un'esperienza alla portata di tutti ed anche piuttosto divertente.
E' possibile infatti non solo fare acquisti e girovagare tra i tanti corner di privati e negozietti che lì trovano occasione per farsi conoscere, ma anche fare una pausa relax e prendere un the con una cupcake...la cosa bella è che la tazza the la scegli tu, tra le tante che riempiono un intero tavolo: tutte diverse tra loro, tutte rigorosamente vintage :)
Ma ci si può anche far truccare dalle truccatrici della Benefit Cosmetics, la marca del make up di S.Francisco ormai diventata famosa in tutto il mondo anche per aver basato lo stile delle sue campagne pubblicitarie e dei suoi punti vendita in una chiave assolutamente vintage (in Italia la trovate da Sephora). Io ero rapita dall'ambiente, dalle persone, da quello spirito sempre un po' disciplinato ed educato tipicamente londinese che io trovo sempre (vi sembrerà strano) molto accogliente. Che dire? Che ho comprato una cravatta niente male per il mio boy, 3 collane molto particolari e 5 vestiti da urlo...a 5£ l'uno ;) Ah! tutte queste bellissime foto sono state scattate dalla mia amica Mulia che mi ha gentilmente ospitato a Londra e che ancora una volta ringrazio di cuore! Thanks! Thanks! Thanks!
Sto riguardando le foto scattate a Londra e non riesco a scrollarmi di dosso la sensazione di "molteplicità" che ho provato (esisterà la sensazione di molteplicità?mmh.) Come dire...quella cosa che ti porta ad essere un piccolo tassello di qualcosa di più grande, senza che nessuno si scomponga, senza che tu ti senta additata, osservata, giudicata, valutata. Insomma, girovagavo nella città dove più o meno tutto è possibile, dove la storia e la tradizione vengono perpetuati nel tempo, dove c'è ancora una monarchia(!) ma se una guardia di Buckingham Palace parla con una ragazza dai capelli rosa non dà proprio fastidio a nessuno. Allora ho cominciato a riflettere che tutta questa esteriorizzazione di esseri e stili completamente diversi, questa sensazione di "molteplicità" appunto, in realtà è come se si annullasse e diventasse essenza e parte reale della persona, così come il lavoro che fa, la sua religione, la sua nazionalità. Non ne è un tratto dominante, come sarebbe qui in Italia (qui saremmo ancora al "uuhh guarda quella con i capelli rosa" o "e quello col piercing sul labbro? poverino!"), ma rimane nell'essere della persona, diventa un tutt'uno con essa. E' la persona. Invece alla maggioranza di noi Londra sembra un po' un grandissimo lunapark e sicuramente la parte più divertente consiste nel girovagare nella zona di Camden, dove tutto questo è enfatizzato al massimo livello anche per il passaggio dei turisti. Mentre giravo senza una meta per Camden Lock, perdendomi tra i piani, i vari dislivelli e cercando un bancomat che funzionasse, avevo la sensazione che prima o poi mi sarebbe sbucato accanto il brucaliffo di Alice col suo "Cosa esssssereee tuuu?". O mamma, una bella domanda, fatta nel posto giusto! A Camden puoi rapidamente trasformarti in chiunque: una seguace della cyborg con borchie, capelli colorati e abiti che sembrano usciti da Arancia Meccanica. Oppure in una nuova pin-up del millennio, con un bel tatuaggio stile BettyBoop e un abitino anni '50 strizzato in vita ma sempre molto dark. O ancora vuoi essere la romantica pizzi e merletti? Una rasta molto freak? Mah...io vorrei essere un'appassionata di second hand e vintage... Ok, abbiamo pure quello. In ogni caso, qualunque cosa tu voglia essere, hai il nostro rispetto.
Buon lunedì! Sono da poco tornata da Londra carica di progetti e nuove idee: la mia settimana è stata a dir poco stimolante, divertente e piena di cose interessanti da farvi scoprire. Ovvio! Parlo della città delle contraddizioni, del puritanesimo e della sregolatezza, dove si possono trovare stili e modi di vivere completamente differenti. E poi, per quanto riguarda il lifestyle vintage c'è a dir poco da impazzire! Ma vi spiegherò tutto nei prossimi post per darvi un po' di dritte e consigli. Devo dire che appena tornata a Roma non ho perso l'attimo e mi sono fiondata all'evento "Happy Kilo" da Elizabeth the First e sono rimasta molto soddisfatta dei miei acquisti: un pantalone verde molto originale ed una borsa di pelle nera in ottime condizioni molto simile alle borse di mia nonna di fine anni '50 :)
Ma veniamo a noi: Vintageaffair si rinnova, proprio nel mese di settembre che sa di cambio di stagione, di progetti e di futuro. Ogni mese vi proporrò 3 topics:
Il trend del mese -----> l'outfit più in voga, gli spunti, le chicche dall'estero, il quid in più che non potete assolutamente mancare L'oggetto del mese -----> un revival dell'oggettisitica, qualcosa di recuperato, un tuffo nel passato, un modo di fare, creare, riscoprire e divertirsi L'ingrediente del mese -----> sapori, odori, metodi, vecchi aneddoti, consigli, storie originarie e news moderne
Nel frattempo continuerò ad aggiornarvi come al solito sugli eventi vintage più attuali soprattutto su fb e twitter...
Eh sì, sono un po' sparita ultimamente, ma vi giuro che questo è stato il periodo più intenso della mia vita, nel bene e nel male, e quindi sono un po' giustificata... :) Quello di cui sono contenta e che dopotutto mi tocca ammettere è che...la vita continua! Sembra una frase fatta ma non lo è. La vita continua perchè gli eventi non posso essere fermati, le news si susseguono, il mondo non si blocca perchè noi abbiamo un periodo difficile. Questo rende tutto un po' più relativo, divertente e stimolante: sebbene sia una fervente sostenitrice della slow-life, lo sono di quella voluta e cercata da noi, conseguente ad una nostra riflessione sulla pazzia che a volte ci cerchiamo che non fa altro che stressarci inutilmente. Ma che tutto non abbia mai uno stop, questo sì...ci è estremamente utile. Altrimenti saremmo tutti immobili nei nostri pensieri e nei nostri problemi, senza alcuna possibilità di ripresa.
E così, arriva l'estate (oh mamma...per modo di dire!) e arrivano quelle occasioni che spesso in questo periodo dell'anno ci attanagliano...i matrimoni dei nostri amici!!! Chi li ama, chi li odia, questo ci implica comunque ricerche del vestito in pausa pranzo, il pensiero delle scarpe da abbinare, capire quanto si va lontano, quanto farà caldo (ma se poi la sera farà fresco??), quanto tempo staremo veramente seduti a tavola...E così si susseguono divertenti racconti fantascientifici tra amici sulle proprie esperienze: "Ma il tuo quanto è durato?", "Io per primo ho mangiato un riso di mare...blu!", "Oh mamma quanto ho bevuto!", "Addirittura c'erano due vestiti da Minnie & Topolino a luglio che si prendevano tutti i bambini per farli giocare!"... Insomma le storie che si sentono in giro sono veramente di tutti i tipi.
Poi però ci sono matrimoni che arrivano senza preavviso, sono piccini, quasi intimiditi, nati così, d'amblé, nell'intimità di una stanza buia, decisi dall'amore, quello solido di tanti anni, l'amore che non ha bisogno di grandi cerimonie, ma solo di semplici verità. Io dico sì a questi matrimoni, dico Curatevi di voi stessi, dal di dentro! E penso che sì...abbiate poggiato una pietruzza solida del vostro bellissimo percorso a due che sarà, anche grazie a questa decisione lucidamente folle, ancora lungo e sincero. Vi voglio bene! Qui sotto alcuni particoli del recente matrimonio al quale ho partecipato... :)
Vintageaffair.it augura un buon matrimonio a tutti! Siate felici!
Da quando sono nati i social network, una riflessione più o meno avvincente si è impiantata nella mia mente: ma la vanità collettiva delle foto di gruppo in discoteca, dei tag fuori controllo negli album altrui, del sorriso di plastica e della patinatura da photoshop sulla guancia flashata...nasce con i social network o nasce molto prima??? Insomma, un po' come nella famosa questione del "è nato prima l'uovo o la gallina?", mi chiedo: se la vanità esiste da sempre, anche prima si spingeva così oltre, fino a diventare come un voyeuristico tormento facebookiano oppure no? c'erano una volta pagine e pagine di diari con foto stampate di noi e dei nostri amici in atteggiamenti da Vip & Models? E negli album degli anni '60? Forse sì...chissà... ;)
Se avete la fortuna di capitare a New York entro il 27 maggio, non perdetevi la mostra alla Bonni Benrubi Gallery, una galleria nell'Upper East Side specializzata in fotografia contemporanea, con un occhio particolare ai giovani talenti emergenti e alla fotografia vintage.
"Who's that girl?" raccoglie gli scatti più belli di Georges Dambier, fotografo di moda della rivista francese ELLE negli anni '50. Guardate che meraviglia!!!
Bonni Benrubi Gallery
41 East 57th Street 13th Floor
New York, NY 10022
Regular Hours: Tuesday - Saturday, 10am - 6pm
Summer hours: Monday - Friday, 10am - 5:30pm
Bonsoir! Oggi ho trovato una notizia interessante soprattutto per tutte le amiche e gli amici di Milano. Nel concept store milanese dedicato al mondo cucina, "Kitchen", è da poco iniziata una mostra di una blogger molto frizzante, Olivia Marogna alias la cuoca errante, che presenta un progetto fotografico intitolato "So sweet. Fotografie dal gusto vintage" 12 fotografie in perfetto stile retrò con accanto il "ritratto" dell'ingrediente principale. Le fotografie sono anche in vendita.
Dont' miss!
Kitchen, via E. De Amicis 45
La mostra è gratuita, aperta al pubblico in orario di negozio:
lunedì 15,30-19,30
martedì-sabato 10,00-19,30
Dal 24 marzo al 30 aprile 2011
Sono felice. La primavera è iniziata ed oggi per la prima volta ho gironzolato all'ora di pranzo in maniche corte. Tutto sembra farsi più leggero ed anche il pensiero di un anno un po' pesante, fatto di crisi e di lotte, seppur presente, sembra allegerirsi. Certo è che la terra non smette di tremare, di ribellarsi alle esasperazioni del nostro vivere. Fermiamoci tutti, anche solo un momento, senza volere niente, solo un po' di semplicità. Economizziamoci un po': far rivivere un abito dismesso può essere una filosofia di vita. Vintageaffair.it è anche questo.
Scrivimi privatamente o cercami sui social network: nicole@vintageaffair.it
Se desideri consigli su come rivalutare e abbinare un vecchio abito o se vuoi proporre le tue idee per le rubriche del blog: suggerimenti@vintageaffair.it