Le ultime due settimane sono state intensissime per motivi personali e non. Purtroppo la mia nonna adorata è volata via, si proprio lei il cui armadio mi ha mille volte regalato accessori, scarpe, borse stupende di un tempo lontano, lei che mi ha fatto amare il passato con le sue storie, lei... una sarta eccezionale nonchè bravissima cuoca anche del piatto "inventato", fatto di ricicli di quello che si ha in frigo, usanza derivante dai tempi non così abbondanti.
Poi ho ospitato un mio caro amico straniero portandolo in giro per Roma: ho dovuto cambiare registro velocemente, facendo da Cicerone, perdendomi tra stradine più o meno conosciute nel centro di Roma, passeggiando in queste meravigliose giornate di novembre a 20° all'ora di pranzo che non mi ricordo mai esserci state da quando sono nata! Non disdegnando appuntamenti in stile vintage e nuovi incursioni culinarie, ho cercato di distrarmi dalla mia piccola grande tristezza interiore.
E poi il grande boom di un sabato sera che ha sicuramente segnato i libri di storia, la chiusura di quasi 18 anni di politica a senso unico, l'unica che i ragazzi più giovani a pensarci bene hanno conosciuto finora. Non voglio mettermi qui a parlare della questione politica, perchè non credo sia la sede adatta, ma in qualche modo anche attraverso questo blog io faccio politica, diffondendo dei messaggi condivisi da una parte di collettività attuale, di attenzione alle risorse presenti, di attenzione ad una slow life ed a valori che non devono essere dimenticati: bene. Io spero solo che ora si faccia veramente quel salto di qualità verso una politica orientata sulle necessità urgenti del nostro paese, in modo da poterci rialzare e poter di nuovo mostrare con fierezza ed intelligenza la nostra identità, così complessa, così ingarbugliata di fardelli inutili ma io credo arrivata ad un punto di svolta obbligatorio verso lo spoglio di queste sovrastrutture pesanti. Si deve andare verso la leggerezza, la velocità, la normalizzazione di processi troppo burocratici, per permetterci di volare, di riallinearci ad un'altra Europa e di riacquistare, finalmente, tutto il tempo perduto.
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